CSC Ghezzi - L'informagiovani Spaziogiovani Cusano Milanino

Spazio INDAGINE

PROGETTO DI MAPPATURA: “LE GIOVANI E I GIOVANI CITTADINI DI CUSANO MILANINO”

“OGNI GIOVANE È CARATTERIZZATO/A DA SPECIFICHE SINGOLARITÀ E PECULIARITÀ
LA RICERCA NON HA AVUTO LA PRETESA DI UNIFORMARE TALI SPECIFICITÀ
MA HA CERCATO DI DESCRIVERLE
TENENDO CONTO DEL CONTESTO E DELLE CARATTERISTICHE DEL TERRITORIO SUL QUALE I GIOVANI COINVOLTI DALLA RICERCA VIVONO, STUDIANO E TRASCORRONO GRAN PARTE DEL LORO TEMPO LIBERO.
UN TENTATIVO DI FOTOGRAFARE, SENZA LA PRESUNZIONE DI RAPPRESENTARLA NELLA SUA INTEREZZA,
LA POPOLAZIONE GIOVANILE DI CUSANO MILANINO E NON SOLO.
UN LAVORO CHE HA TUTTA L’INTENZIONE DI STIMOLARE UN MAGGIORE INTERESSE E UN INIZIALE CONFRONTO SULLE TEMATICHE CHE RIGUARDANO IL MONDO GIOVANILE”

Da dicembre 2005 a gennaio 2007 è stato realizzato dall’equipe socio-educativa del Centro Sociale Cooperativo “A. Ghezzi”, responsabile del servizio Spazio Giovani L’arcipelago, l’Informagiovani di Cusano Milanino, il “Progetto di mappatura: le giovani e i giovani cittadini di Cusano Milanino”, un’indagine sulla realtà giovanile (dai 12 anni ai 20 anni), consistente in una ricerca e mappatura dell’esistente, sia formale che informale (luoghi di aggregazione, associazioni e/o oratori che operano con i giovani, scuole etc…) al fine di conoscere le caratteristiche e gli interessi dei giovani che abitano a Cusano Milanino e/o ne frequentano le scuole o il territorio. Lo strumento di indagine prescelto è il questionario in forma anonima, suddiviso in 6 aree di interesse: LA SCUOLA E IL FUTURO LAVORATIVO, AMICI, INTERESSI, DIVERTIMENTI, VALORI E CONTESTO FAMILIARE.
I questionari raccolti sono stati 776, corrispondenti al 57% della popolazione giovanile dai 12 anni ai 20 anni che abita e/o frequenta il territorio di Cusano Milanino. La tabella seguente riporta in dettaglio le fasce di età “mappate”, il numero totale di residenti distinto per anni e il numero di questionari raccolti con a fianco la percentuale di riferimento.

FASCIA DI
ETA’

N° TOT RESIDENTI

QUESTIONARI RACCOLTI

12-13-14
ANNI

434

M

F

350
(81%)

M

F

233

201

186
(80%)

164
(82%)

15-16-17-18
ANNI

619

M

F

382
(62%)

M

F

322

297

294
(91%)

88
(30%)

19-20
ANNI

320

M

F

46
(14%)

M

F

173

147

27
(16%)

19
(13%)

 

1373

M

F

778
(57%)

M

F

728

645

507
70%

271
42%


OSSERVAZIONI CONCLUSIVE

Dai dati richiesti all’Anagrafe del Comune di Cusano Milanino si può comprendere l’andamento della popolazione dai 12 anni ai 20 anni.
Dopo il boom demografico degli anni 60-70 si è assistito ad un decremento delle nascite; il risultato di questo calo si ripercuote oggi, 15/20 anni dopo, con il calo del numero dei giovani, ma è in corso anche un’altra tendenza molto importante: l’aumento del numero di minori presenti sul territorio, tanto da ipotizzare nel giro di alcuni anni, se il trend di crescita verrà rispettato, un nuovo incremento nella popolazione giovane.

L’altro dato molto interessante è rappresentato dalla scuola che viene vista dai ragazzi in modo positivo, sfatando l’immagine della scuola matrigna che sempre più spesso i giornali e i mass media ci regalano, tanto che come specificato nell’analisi del questionario, solo uno dei cinque elementi che la compongono viene giudicato insufficiente e precisamente l’effettivo rapporto di interscambio tra scuola e lavoro.
Sia dal questionario che attraverso l’analisi dei dati forniti dal Centro per l’Impiego si scopre che il fenomeno disoccupazione non ha ancora fatto il suo ingresso drammatico all’interno della Comunità se non in situazioni riflesse familiari.

Per quanto riguarda la salute il dato che emerge un po’ tra le righe, sussurrato durante le interviste, è l’aumento di uso ed abuso di alcoolici da parte di giovani e giovanissimi, ma questo è un fenomeno sommerso che non può essere quantificato in modo certo, per questa fascia d’età, in quanto la cronicizzazione del problema ed il successivo ricorso ai servizi avviene in un tempo molto lontano rispetto all’insorgenza. Un dato rassicurante è il basso numero di soggetti che ricorrono a droghe che risiedono sul territorio.

Immagine dei giovani nel questionario

Emerge in modo martellante e costantemente la partecipazione, la presenza e la voglia di poter esporre il proprio parere; forse i giovani sono cresciuti con la convinzione che a nessuno interessi il loro punto di vista o che tutto quello che loro dicono non sia meritevole di essere ascoltato, che anche quando si chiede il loro parere in modo diretto, questo non arriva o arriva con molta fatica. Ritorna prepotentemente nei commenti al questionario la frase: “tanto non serve a niente”
Riteniamo che attraverso il loro coinvolgimento diretto si possono scoprire alcune cose: la prima è che se i giovani perdono fiducia nelle istituzioni del potere, lontane da loro, la riacquistano nei confronti delle istituzioni locali, alle quali chiedono che all’interno dei propri territori siano creati momenti di aggregazione, attività ludico–ricreative, che magari non verranno subito utilizzate ma che comunque danno il senso della presenza e dell’attenzione dell’amministrazione locale alla fascia giovane; richiedono spazi, spazi sia organizzati che non organizzati in modo continuo, in modo tale da poter esprime ed utilizzare a pieno il proprio tempo liberato. Giovani che non si identificano in gruppi organizzati e strutturati ma che preferiscono riconoscersi parlando con gli amici sulla panchina, giovani che non amano “gironzolare”, e tanto meno lo stare al bar, preferiscono fare sport ascoltare la musica. Ma anche giovani che danno molta importanza al valore dell’amicizia, dell’onestà e meno molto meno all’impegno politico (visto ancora una volta lontano da loro, distante dal loro modo di essere e di agire) ed anche alla fede religiosa. Trasgressivo per loro è l’uso di droghe pesanti e il rubare, ma anche il perpetuarsi di attivi vandalici e di violenza.

E adesso…

Eccoci qui dopo una lunga carrellata sui giovani e sul loro stile di vita a ragionare sul come incontrarli, su quali strumenti usare per comunicare con loro. Ma prima di questo è essenziale riflettere ancora una volta sulle politiche “per” i giovani (non a caso viene usato “per” i giovani perché sono pochi i progetti in cui si vedono i giovani in cabina di regia).
Bisognerebbe iniziare a pensare non più ad interventi sui giovani come interventi su una popolazione specifica, verso la quale l’atteggiamento prevalente è di timore per la sua problematica integrazione sociale, ma piuttosto inserire tali interventi in una più ampia prospettiva di politiche sociali. In questo modo il rapporto tra giovani ed adulti dovrebbe essere ridisegnato, passando dall’odierno rapporto unidirezionale, nel quale “gli adulti fanno per i giovani” ad una relazione di reciprocità tra generazioni, “intesa non in termini di scambio utilitaristico ma come concreto affidamento reciproco, come vincolo di equità.
Pensare quindi ad interventi con i giovani in modo tale da creare il protagonismo tanto auspicato per coloro che dovranno poi essere i decisori delle politiche del futuro.

 

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